Attività di ricerca

Ho collaborato al progetto europeo REWIRE , Rehabilitative Wayout in Responsive Home Environments  con la ditta Ab.Acus S.r.l.. Il progetto, finanziato dalla Comunità Europe nell’ambito del Settimo programma Quadro, coinvolge importanti partner europei ed ha come scopo la progettazione e realizzazione di un sistema di cura personalizzato che possa essere fornito per la riabilitazione domiciliare in modo diffuso sfruttando le potenzialità delle più moderne tecnologie. Il coinvolgimento nella ricerca ha riguardato la definizione delle specifiche funzionali del sistema di riabilitazione domiciliare e delle sue singole componenti.

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Come product manager del prodotto Growing with Timocco per conto della ditta Helpicare S.r.l.   oltre a curare la traduzione e la localizzazione delle tre versioni (Home, Plus e Pro) del software, ho seguito due cicli di sperimentazione con utenti, bambini e adulti, per la valutazione delle possibilità di utilizzo delle versioni professionali in reali contesti riabilitativi reali. Una delle sperimentazioni ha portato alla presentazione di un progetto di ricerca più ampio, da realizzare in collaborazione con il servizio di Terapia Occupazionale  per la definizione di più precise prassi di utilizzo. Il progetto è in attesa dell’approvazione da parte della direzione di un centro riabilitativo per utenti adulti in fase acuta.

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La ricerca  “GIochi RObotici per TUtti” è stata condotta dalla cattedra di Pedagogia dell’Integrazione della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università della Valle d’Aosta (professoressa S. Besio) in collaborazione con il servizio D.A.T.  (Domotica Ausili Terapia occupazionale) del centro Santa Maria Nascente della Fondazione don Carlo Gnocchi O.N.L.U.S. (linea di Ricerca 4).

Il progetto indagava sulla possibilità di utilizzare robot di comune commercio adattati o robot appositamente progettati (IROMEC) in attività di gioco con obiettivi riabilitativi con bambini con grave disabilità di tipo motorio ed era la naturale prosecuzione del progetto IROMEC (vedere dopo).

Nell’ambito di questa ricerca ho collaborato a diverse attività:

  • alla progettazione della sperimentazione multi-centro secondo un’impostazione Evidence Based Medicine,
  • alla definizione dello studio pilota,
  • alla progettazione e realizzazione del software per la valutazione pre- e post- trattamento,
  •  alla programmazione delle sequenze di attività da proporre,
  • all’adattamento dei robot,
  • alla formazione degli operatori e all’assistenza tecnica durante la fase di sperimentazione.

La collaborazione con la professoressa Besio, con la collega dottoressa Caprino e con tutto il team del D.A.T. è stata altamente formativa per la professionalità e la disponibilità di tutti.

 

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Il  progetto europeo EASTIN-CL, da poco terminato, aveva “l’obiettivo di migliorare l’accesso e la fruibilità delle informazioni in un portale europeo di informazione sulle tecnologie assistive attraverso due componenti:

  • una tecnologia multilingue, per permettere l’interazione nella propria lingua madre
  • un accesso multimodale, per permettere l’interazione in modalità scritta o vocale”

La collaborazione al progetto, avvenuta per conto del Polo Tecnologico  della Fondazione don Carlo Gnocchi, ha riguardato la traduzione e la definizione della corrispondenza con i codici ISO di termini descrittivi di prodotti inseriti nelle principali banche dati europee e americane riguardanti le tecnologie di ausilio.

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Come responsabile scientifico  ho seguito il progetto EloDaniVox, finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca nell’ambito del Progetto “Nuove Tecnologie e Disabilità – Azione 6: Progetti di ricerca per l’innovazione”per conto dell’Istituzione Scolastica di istruzione Scientifica Magistrale “ Binel – Viglino”  (AO). Il progetto aveva come obiettivo la realizzazione e la sperimentazione sul campo di un software di riconoscimento del parlato discreto, indipendente dalla correttezza della pronuncia, rivolto a studenti con disabilità motoria severa e linguaggio disartrico e discontinuo nella fluenza verbale. Importante aspetto di questo progetto è stato il fatto che traeva origine dalle necessità di persone reali, alunni, insegnanti e genitori, che vedevano nella possibilità di dettare i testi al computer nonostante un eloquio compromesso un’importante opportunità di migliorare le performance scolastiche allineandole con le reali capacità cognitive e bypassando le gravi limitazioni motorie.

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Nell’arco dei tre anni di lavoro svolti  presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università della Valle d’Aosta per il progetto europeo IROMEC – Interactive RObotic social MEdiators as Companions ho potuto approfondire in modo sistematico il tema delle  gioco in relazione alla disabilità. Questa esperienza è stata sicuramente una delle più importanti nell’ambito del settore del gioco grazie alla possibilità di inquadrare l’argomento in una cornice culturale più completa e strutturata. Ancora una volta un tributo doveroso alla professoressa Besio per la sua attenta guida e supervisione, sempre orientata a far crescere professionalmente, ed alle colleghe dell’Università di Aosta, prima fra tutte la dottoressa Caprino.

Le attività sono state molteplici: dall’analisi dei possibili fattori critici nell’utilizzo della robotica in relazione all’individuo in base all’I.C.F. – C.Y. (2007)all’organizzazione interviste con gli utenti secondari (genitori ed operatori) del robot per il gioco e la riabiltazione; dall’impostazione di una cornice metodologica per l’utilizzo di robot per il gioco dei bambini con disabilità alla progettazione della piattaforma on-line per l’implementazione pratica della metodologia di lavoro; dall’impostazione di parte delle linee-guida riguardanti l’utilizzo di robot nella riabilitazione dei bambini con disabilità all’organizzazione ed analisi dei risultati di alcune delle sperimentazioni svolte. Molti dei risultati raggiunti sono facilmente accessibili dal sito del progetto.

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Il primo progetto di ricerca a cui ho partecipato è stato il progetto europeo I-Match: a VR based system to allow matching of an optimum interface to a user assistive technology come collaboratrice sia a livello gestionale che operativo della Fondazione don Carlo Gnocchi, nell’ambito della ricerca europea. Le attività in cui ho avuto un coinvolgimento attivo sono state: l’ individuazione dei dispositivi di interfaccia di ausili tecnologici presenti sul mercato europeo; la creazione di un  database online multilingua di questi dispositivi; la stesura e somministrazione di questionari e test ad utenti disabili di dispositivi di interfaccia e ad operatori dei servizi di consulenza ed analisi dei dati del contesto italiano; la validazione del database nel contesto italiano; la progettazione delle modifiche al portale SIVA ed l’inserimento dei dati dei dispositivi  di interfaccia; la gestione delle attività di diffusione degli obiettivi e delle competenze acquisite nell’ambito del progetto nel contesto italiano. La supervisione dell’ingegner Andrich, sempre in equilibrio tra il supporto attivo nel momento del bisogno e la libertà ed autonomia lasciata nella gestione regolare delle difficoltà quotidiane, mi ha fornito un’importante occasione di crescita non solo professionale ma soprattutto umana.

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